What is fascism? Depends on your language: Italiano

von macchiato

(Dal Vocabolario Treccani Online  http://www.treccani.it/vocabolario/fascismo/)

fascismo s. m. [der. di fascio]. – Movimento politico italiano che trasse origine e nome dai Fasci di combattimento fondati nel 1919 da B. Mussolini e che, costituitosi in partito nel 1921, conquistò il potere nel 1922 con la marcia su Roma, dando vita dapprima a un gabinetto di coalizione (insieme ai nazionalisti, liberali, democratici sociali e popolari), e trasformandosi poi, a partire dal 1925, in un regime dittatoriale a carattere totalitario e nazionalista che tenne il governo d’Italia fino al 25 luglio 1943; in senso astratto, l’insieme di ideologie e di concezioni (corporativismo economico e accentramento amministrativo in politica interna, espansionismo imperialistico in politica estera) che ne costituirono il fondamento teorico, cioè la dottrina. Il termine è stato poi esteso, più o meno fondatamente, a indicare altri movimenti sorti soprattutto in Europa fra le due guerre mondiali, e successivamente anche in paesi extraeuropei, con caratteristiche simili a quelle del fascismo italiano: il fspagnoloil fdei colonnelli in Grecia.

nazifascismo s. m. [comp. di nazi– e fascismo]. – Denominazione con cui è stata polemicamente indicata l’unione sul piano ideologico e politico del fascismo italiano e del nazionalsocialismo tedesco, con partic. riferimento all’ultima fase della seconda guerra mondiale, quando i due movimenti apparvero accomunati in un’unica azione, in una sola responsabilità morale.

(Dall‘ Enciclopedia Treccani : //www.treccani.it/enciclopedia/fascismo/)

fascismo Movimento politico italiano fondato nel 1919 da B. Mussolini, giunto al potere nel 1922 e rimasto al governo dell’Italia fino al 1943. Per estensione il termine indica movimenti e regimi sorti in Europa e in altri continenti, dopo laPrima guerra mondiale.

1. Le origini del f. in Italia                                     

Le origini del f. si innestano nel processo di crisi e di trasformazione della società e dello Stato, iniziato in Italia negli ultimi decenni dell’Ottocento con l’avvio dell’industrializzazione, accompagnato da fenomeni di mobilitazione sociale, che coinvolsero il proletariato e i ceti medi e diedero un forte impulso alla politicizzazione delle masse. Alcuni motivi culturali che contribuirono alla formazione del f. sono presenti, alla vigilia della Prima guerra mondiale, in movimenti radicali di destra e di sinistra (il nazionalismo, il sindacalismo rivoluzionario, il futurismo). Le condizioni per la nascita e il successo del f. furono però poste dalla guerra e dalle sue conseguenze economiche, sociali, culturali e morali, che accelerarono violentemente la trasformazione della società e la crisi dello Stato liberale, suscitando nuove forze che non si riconoscevano nella democrazia parlamentare. L’esperienza della guerra, l’esasperazione nazionalistica per la ‘vittoria mutilata’, il mito della rivoluzione bolscevica portarono alla radicalizzazione della lotta politica, che esplose con episodi di vera e propria guerra civile.

Nonostante i propositi di rinnovamento, la classe dirigente liberale fu incapace di far fronte all’irruzione di nuove masse nella politica, alla gravissima crisi economica e alle tensioni sociali durante il cosiddetto biennio rosso (1919-20), quando si verificò un’ondata di conflitti di classe senza precedenti nella storia del paese. La rapida successione di governi deboli (1919-22) diffuse la sfiducia verso lo Stato liberale anche fra i ceti borghesi che fino ad allora lo avevano sostenuto, rendendoli disponibili a soluzioni autoritarie. Contro lo Stato liberale scesero in campo anche nuovi movimenti politici che si richiamavano all’interventismo e al mito dell’esperienza di guerra, come il sindacalismo nazionale, il partito futurista, l’arditismo, il fiumanesimo.

Il f. in Europa

Forze politiche analoghe al f. italiano, cui spesso si ispirarono, sorsero fin dagli anni 1920 in quasi tutti gli Stati europei, e negli anni 1930 si delineò un movimento fascista internazionale che intrise della propria ideologia e del proprio costume anche regimi tradizionali. Il f. internazionale si presentò come reazione anticomunista e antirivoluzionaria, e si giovò della crisi di credibilità delle democrazie. Anche a causa della recessione dei primi anni 1930, l’espansione del f. in Europa avvenne con la presa del potere del partito nazionalsocialista in Germania (1933), che approfondì la crisi dell’equilibrio seguito alla Prima guerra mondiale, alimentando le pulsioni destabilizzatrici presenti in molti paesi.

In Austria – dove erano presenti fin dal dopoguerra le Heimwehren («milizie patrie»), ispirate al f. italiano e da questo sostenute – la semifascistizzazione del paese fu avviata dalla cancelleria di E. Dollfuss con il varo della Costituzione corporativa del 1934, cui contribuì fortemente anche l’apporto del cattolicesimo. La carta del f. fu dunque giocata in chiave conservatrice ed ebbe funzione di opposizione alle mire espansionistiche della Germania, finché il rafforzarsi del partito nazionalsocialista austriaco e l’alleanza politico-diplomatica tra Italia e Germania posero le basi dell’Anschluss (1938), che segnò l’ormai acquisita egemonia politica del nazionalsocialismo.


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