La straordinarietà carismatica secondo Kershaw

von macchiato

Ian Kershaw è famoso come autore della più acclamata biografia di Hitler, e non per paragoni o pregiudizi su quello che nazismo e fascismo possono o no avere avuto in comune. Proprio per questo ci aspettiamo qualche lume al riguardo, e lo cerchiamo prima di tutto nel suo libro di quindici anno fa sul „mito di Hitler“. Ecco alcune parole-chiave, riflessioni e conclusioni alle quali perviene Kershaw. Vediamo se c’è qualcuna riferibile non solo alla Germania ed il suo „Führer“, ma anche utile a spiegarci, nell’ottica bipartisan dello storico britannico, qualcosa dell’Italia del mitico „Duce“. A cominciare dall’innegabile consenso, e dal tipo di „carisma“ ad ambedue attribuiti:

La persona del leader fu il focus non solo di grande consenso ma di adorazione ed adulazione da partedi milioni di connazionali anche non impegnati ideologicamente.

Le ossessioni ideologiche del leader stesso non spiegano in modo soddisfacente lo straordinario magnetismo del suo appeal popolare, come se riuscisse a „rivitalizzare“ il paese.

Le fonti di questa immensa popolarità vanno cercate „in quelli che lo adoravano più che nel leader stesso“ (T.W.Mason): più nella immagine che nella realtà del personaggio.

Seguendo Gustave Le Bon sulla „manipolabilità pressocché illimitata delle masse“, il leader sa: più forti le contraddizioni, più deve propagare e ritualizzare il mito, approfondire il legame affettivo.

Applichiamo il concetto dell‘autorità carismatica, che accanto a quella „tradizionale“ e quella „legale“, è uno dei tre „tipi ideali“ individuati da Max Weber:

Il carisma è un tipo di dominazione straordinaria, instabile, non duratura, che tende a spuntare in condizioni ritenute straordinariamente critiche – ed a soluzioni straordinariamente „emergenziali“.

L’autorità carismatica deriva dalla percezione di eroismo o di carattere esemplare di un leader considerato straordinario, dotato di facoltà e poteri eccezionali, se non supernaturali.

L’unica cosa importante è come quell’individuo appare alla percezione di chi è soggetto all‘ autorità carismatica, dai suoi ’seguaci‘ o ‚discepoli‘.

La loro lealtà dipende da una dinamica di successo continuo (apparente). Il carisma è fatalmente minato da insuccessi, fallimenti, sconfitte. Ma è anche minacciato dalla routine.

Questa reinterpretazione dell’autorità carismatica di Max Weber, qui sommariamente descritta come applicata da Ian Kershaw a Hitler, ha esercitato una forte influenza sugli sforzi più recenti della continua Vergangenheitsbewältigung (elaborazione-superamento del proprio passato) da parte della storiografia, politologica, sociologica, antropologia ecc. in lingua tedesca.

Anche ricercatori italiani, e di altri paesi, possono trarre profitto, e profilo sovranazionale, da una aumentata attenzione per questa specie di „generalizzazione“, distaccata ma approfondita, su concetti come il potere carismatico di passati presenti e futuri „grandi“ leader, Führer, Duci eccetera.

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(Fonte: Ian Kershaw: The ‚Hitler Myth‘. Image and Reality in the Third Reich, Oxford University Press, 1987, reissued 2001, pp.1-10, N.B. traduzione di faschistensindimmerdieanderen)

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